Un giorno come un altro

Il giorno del loro primo appuntamento lei si era laccata le unghie delle mani e dei piedi con lo smalto trasparente e aveva chiesto allestetista di strapparle via quasi tutta la peluria sullinguine, lasciami almeno una striscetta però, non togliere tutto.

Non voleva sembrare una disperata anche se era probabile che alla prima uscita non sarebbe comunque successo niente, forse alla seconda o meglio alla terza, sempre che la cosa fosse andata avanti fino a quel punto.

Lui aveva passato il primo pomeriggio con un amico a bere birre al bar sotto casa e aveva risposto ai messaggi di una ragazza con cui si era sentito un paio di volte ma non si era mai visto. Da quando lo avevano licenziato per scarsa produttività, tutte cazzate, diceva, occupava il tempo con i videogiochi e la compagnia di un amico che di lavorare non ne aveva mai voluto sapere e insieme tutti e due fantasticavano di come avrebbero svoltato senza dovere mai alzare un dito, cera sempre quella possibilità degli abbonamenti per palestre e centri benessere, fidati che non è un sistema piramidale, devi solo portare cinque persone ed è fatta poi campi di rendita, ma cosa significa in concreto, tranquillo che ci guadagniamo.

Avvolta nellaria che sapeva di acetone e con il sottofondo rumoroso del phon acceso al minimo, lei aveva indossato una gonna lunga e degli stivaletti neri e, guardandosi allo specchio, aveva concluso di aver trovato un buon equilibrio tra quella che pensava di essere per esperienza vissuta e autopercezione e quello che voleva dare a vedere allesterno. Si era fatta il bidè di corsa, sollevando la gonna e divaricando le gambe, e aveva chiuso il sacchettino della spazzatura che teneva in bagno e dove aveva buttato gli assorbenti sporchi e i cotton fioc usati. Aveva preso la metro per raggiungere il luogo dellappuntamento e, lungo il tragitto, aveva letto le ultime dieci pagine di un romanzo storico che aveva iniziato due mesi prima.

Seduto al bar dove ancora si poteva fumare per tacito accordo interno, lui aveva guardato lora in un paio doccasioni e si era accorto di essere in anticipo e così aveva preso unaltra birra e giocato unaltra schedina ma, quando aveva ripreso in mano il cellulare, aveva capito di essere in ritardo e era corso fuori dal locale con la sigaretta penzolante in bocca ed era saltato sul motorino e si era immerso nel traffico delle sei di pomeriggio di un sabato come un altro che era tutto un suonare di clacson e macchine in coda.

Si ritrovarono allingresso della vineria che lei aveva scelto dopo aver guardato le recensioni online che davano voti alti al posto e parlavano di un buon aperitivo e un vino nostrano niente male anche se la specialità erano i rossi sudafricani perché il proprietario aveva vissuto lì per chissà quanti anni e si era innamorato del paese, sì lo so ci sono tante contraddizioni e le disuguaglianze sono acute bianchi e neri e tutto il resto ma che possiamo farci, e allora non aveva potuto non omaggiare la sua seconda casa con una selezione di etichette pregiate. Quando si incontrarono, lui era sudato e in affanno mentre lei era sorridente e nervosa per il loro primo incontro. Lui allungò la mano per presentarsi di nuovo ma, quando vide in che condizioni era, la ritrasse e le disse solo piacere e lei fece altrettanto e si sistemò la borsa sulla spalla e si accomodarono al tavolo allesterno che avevano prenotato. Il posto era ancora semivuoto e, nonostante fosse ottobre inoltrato, non faceva freddo e fuori si stava bene. Si tolsero entrambi la giacca e lappoggiarono sullo schienale della sedia e chiesero al cameriere di non accendere il fungo che si trovava a pochi metri da loro. Allinizio si scambiarono alcune domande di rito per conoscersi (si erano visti una sola volta al compleanno di un amico in comune lestate precedente), e non è che la conversazione fosse molto impegnata, non decollava mai davvero anche se lei aveva provato a parlargli del romanzo storico e degli ultimi fatti di cronaca internazionale, ma tutto sommato poi era piacevole e leggera e scorreva anche grazie ai due calici che avevano bevuto insieme e alle tre birre a credito che lui aveva preso al bar qualche ora prima e così, dopo meno di unora, stavano già camminando tra le vie secondarie del centro alla ricerca di un posto dove cenare. Lui le disse ti sei accorta vero che non abbiamo pagato il vino e lei si portò la mano verso la bocca per coprire lo stupore perché no, non se nera resa conto, si era lasciata trasportare dal momento mentre lui sì, si era già fatto tutti i calcoli su quando e come alzarsi per non pagare e, quando il cameriere aveva detto al tavolo accanto vado a prepararvi il conto, lui aveva proposto di alzarsi in fretta e furia perché era stato preso da una botta di fame improvvisa, oggi a pranzo ho mangiato solo uninsalata. Le disse che era dispiaciuto e che, se voleva, potevano tornare indietro e saldare ma alla fine non sarebbe cambiato nulla, non erano di certo i loro trenta euro a fare la differenza, sai quanto guadagnano questi radical con i loro prodotti biodinamici e lei aveva fatto una faccia stranita perché le sembrava un po unesagerazione e una cattiveria gratuita oltre che un affronto nei suoi riguardi visto che il posto laveva scelto lei e si erano trovati bene e avevano bevuto un buon vino però va bene, allora abbiamo più budget per la cena, e si erano avviati verso unosteria nascosta e in cui si pagava poco e, dopo essersi seduti, lui le aveva domandato beh allora cosa vuoi mangiare e lei aveva detto mi sa che preferisco un primo e così avevano ordinato due primi, mezzo litro di rosso della casa e lei aveva riflettuto sul fatto che non sarebbe mai più potuta tornare in quel locale, eppure le era piaciuto e ci avrebbe volentieri portato qualcuno di importante.

Lui era un tipo come se ne trovano tanti per sbaglio o per coincidenza ma era, pensò lei, meglio dellultimo con cui era uscita due mesi prima e che indossava solo magliette nere e pantaloni beige e ci teneva a sottolineare di essere al cento percento italiano, maschio, cattolico ma in ogni caso a favore di uno stato laico. Mi fa piacere che tu sia di ampie vedute, le aveva detto lei. Questo qui non aveva molti argomenti, parlava perlopiù di cose passate che aveva fatto e visto e faceva citazioni prese da internet però aveva unaria semplice e senza troppe pretese, da sfigato del liceo intrappolato dentro a una bolla di sapone, e lei lo ascoltava come si ascolta un disco di un cantante che i tuoi amici adorano e tu non hai mai sentito. Lo vide mangiare i rigatoni con quattro forchettate e versare il vino nei due bicchieri e intanto i suoi occhi si facevano sempre più languidi e socchiusi e anche lei si stava perdendo nello stordimento dellalcol e del chiacchiericcio esterno e, quando si ritrovò con la sua lingua in bocca, si ridestò di colpo e vide che erano appoggiati su una decadente Euro due abbandonata lì da secoli e con su scritto lavami, ti prego, e una faccina triste disegnata sopra. Non si spiegò bene il perché ma gli chiese se avesse voglia di salire da lei e lui non esitò a dirle di sì e a chiederle dove abitasse e lei lo pregò di accelerare con il motorino e di fare in fretta ché temeva di cambiare idea, ma questo non glielo disse, e alla fine salirono e lui si mosse goffo tra le repliche di quadri famosi e qualche maschera africana.

Le scrisse per giorni e le chiese di uscire ancora e rivedersi e le mandò il link a una canzone romantica degli anni ottanta. Lei rispose con uno smile e poi svanì nel nulla e lui prima le chiese i motivi della sua scomparsa e poi cominciò a essere aggressivo e a dirle che meritava spiegazioni e che non si trattano così le persone e che prima o poi ti becco in giro e vedrai come ti combino. Per qualche settimana lei ebbe paura di ritrovarselo sotto casa, si autoflagellò per averlo fatto salire da lei, ma alla fine lui si rassegnò e smise di importunarla.

Una sera lei era in giro con unamica che abitava in unaltra città e si stavano raccontando come erano cambiate le loro vite dallultima volta, erano quasi solo notizie di lavoro e qualche viaggio qua e là e genitori che invecchiavano e mi piacerebbe vedere laurora boreale, e lo avvistò da lontano. Si scrutarono e, quando lei gli passò a fianco, lamico che era con lui si lasciò scappare ‘sta puttana ma poi non aggiunse altro e lei pensò di avere sentito male perché non poteva essere lei ma poi il ragazzo dellappuntamento non ricambiò il suo abbozzo di saluto e sussurrò allamico con questa ci ho fatto le peggio cose che neanche ti puoi immaginare e lei tirò dritto e fece finta di niente e non accennò nulla allamica che intanto le spiegava come funzionava labbonamento in palestra che si era appena fatta, praticamente paghi una quota minima e poi se fai iscrivere altre persone ci guadagni, una pacchia, te lo consiglio.

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