(La mia vita)
(Nacqui a Viterbo nel ‘44 in una famiglia piuttosto benestante – mio padre A. M. e il nonno S. M., idraulici molto vicini al PNF assai capaci, fecero, per varie ragioni, fortuna nel ventennio
(Nacqui a Viterbo nel ‘44 in una famiglia piuttosto benestante – mio padre A. M. e il nonno S. M., idraulici molto vicini al PNF assai capaci, fecero, per varie ragioni, fortuna nel ventennio
Un respiro di palombaro. Il nero esondato nell’iride. La pelle scorticata sotto la barba dalle unghie sporche. Scese le scale reggendosi al corrimano, zaino in spalla.
In una sera di settembre rincasai dal lavoro in anticipo. A quei tempi ero sposato, vivevo con mia moglie in una zona residenziale alla periferia della nostra piccola città.
Mia nonna si vedeva Il pranzo è servito. Io abitavo da lei e quando tornavo da scuola appena aprivo la porta sentivo “tattarattatta tatattaratattata tattarattatta tatattataratà” e subito dopo la voce di Corrado.